Il 16 gennaio 2026, alle ore 19, presso la suggestiva Sala Ostrichina del Comune di Bacoli, verrà inaugurata “Macerie di un sogno infranto”, la nuova mostra fotografica di Angelo Greco, realizzata in collaborazione con AreaLab35.
Bacoli scelta come location
La scelta di Bacoli come sede espositiva non è casuale. Come spiega l’autore: “essere flegreo mi spinge a esporre nella mia terra, ma c’è un motivo più profondo che fa di Bacoli il luogo ideale per ospitare Macerie di un sogno infranto: questa città è l’esempio concreto di come un territorio ‘stuprato’ possa rinascere”.
Greco ricorda quando, da bambino e adolescente, vedeva due luoghi simbolo del degrado flegreo: il lago Miseno e Baia. “Il Miseno era quasi una fogna al centro della città, oggi è uno specchio d’acqua limpido e vivibile. Baia, invece, era deturpata dal ‘cimitero delle navi’, carcasse abbandonate che mortificavano la bellezza della zona e della Città Sommersa. Oggi Baia brilla di luce propria”. È proprio da questa metamorfosi che nasce la visione della mostra.
“Macerie di un sogno infranto”: oltre il disfacimento
Macerie di un sogno infranto non è una denuncia cupa, ma un invito a guardare oltre il disfacimento, a scoprire la bellezza che resiste e a ripartire da lì. Un viaggio visivo tra i litorali di Licola, Cuma e Castel Volturno che vuole si raccontare lo stato dei luoghi ma che invita anche a riscoprirne la bellezza che prepotente emerge dalle proprie macerie. Tre luoghi diversi, con storie diverse che però sembrano legate dallo stesso fil Rouge: l’intervento devastante dee scelte dell’uomo.
Licola Mare frazione divisa da i comuni di Giugliano di Napoli e Pozzuoli, è passata dall’essere luogo di “villeggiatura” degli anni 50 e 60 a luogo spettrale. Palazzoni diroccati, lidi abbandonati raccontano filo declino dell’area, ma c’è sempre quella bellezza insita dalla quale si può ripartire.
Cuma. La culla della civiltà occidentale, oggi versa in uno stato di abbandono più totale, l’arenile è preda dei “cavallari” che padroneggiano tra le meravigliose dune e i rifiuti portati dal mare. il mostro del depuratore che per decenni ha avvelenato il litorale, sembra fare da guardiano insieme alla ferrovia mi disuso, con il compito che tutto resti fermo ed immobile.
Castel Volturno. Un luogo complesso da raccontare ma che in due delle sue frazioni, sembra abbracciare Licola e Cuma. Bagnara è la rivincita del mare: lì si è costruito fin sopra la spiaggia ed il mare dopo anni quasi come per vendetta si sta vendicando “mangiandosi” quasi mostri di cemento. I Variconi: un’oasi naturalistica unica nel suo genere, una zona umida fatta di stagni e specchi d’acqua che alla foce del Volturno degrada sul mare. L’area sebbene sia sempre protagonista di interventi viene ha un aspetto spettrale che sembra uscita da un racconto post atomico.
Il vernissage
Per la serata inaugurale del 16 gennaio saranno presenti il reporter napoletano Stefano Renna, esponente di AreaLab35, che darà una propria visione sul ruolo che oggi può avere la fotografia di reportage, e Matilde Iaccarino accompagnerà il pubblico con i suoi racconti scritti appositamente per la mostra, intrecciando parola e immagine in un percorso emotivo condiviso.
La mostra
L’esposizione resterà aperta per due interi weekend (16 – 17 – 18 / 23 – 24 – 25 gennaio 2026) e rappresenta un viaggio visivo attraverso ciò che resta, ciò che cambia e ciò che può rifiorire. Il lavoro di Greco si muove tra memoria, ferite urbane e rinascita, offrendo una narrazione potente e profondamente connessa ai Campi Flegrei.
Un lavoro già apprezzato nell’esposizione del giugno scorso presso la galleria AreaLab35 al Centro Direzionale di Napoli. L’obiettivo non è solo documentare il degrado, ma riscoprire, attraverso immagini, la forza viva e resistente di paesaggi e comunità che non hanno smesso di lottare.
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L’articolo BACOLI| “Macerie di un sogno infranto”, Angelo Greco mostra i luoghi simbolo del degrado flegreo proviene da Pozzuoli News 24.
Last modified: 9 Gennaio 2026
