Il 18 novembre 2025, alle 13:35 ora italiana, un terremoto di magnitudo 3.6 è stato registrato al largo della costa campana. L’evento si distingue per una caratteristica insolita: la profondità eccezionale, stimata attorno ai 450 km, ben al di sotto delle tipiche profondità dei terremoti italiani, che in genere avvengono nella crosta superiore.
Proprio questa profondità, unita alla bassa energia dell’evento, ha reso più complessa la localizzazione da parte dei sistemi automatici. Per migliorare la definizione dei parametri ipocentrali sono quindi intervenuti gli analisti del Bollettino Sismico Italiano, che hanno utilizzato dati e modelli aggiuntivi. La localizzazione pubblicata rappresenta la migliore ottenibile con le informazioni disponibili.
Sebbene la grande profondità comporti una maggiore incertezza — che può raggiungere alcune decine di chilometri — essa limita anche gli effetti al suolo, grazie alla forte attenuazione delle onde sismiche. È importante precisare che, nonostante sul sito terremoti.ingv.it l’area sia indicata in senso lato come “Campi Flegrei”, e precisamente a largo della spiaggia Romana a Cuma, frazione di Bacoli, questo evento non è legato alla sismicità superficiale della caldera flegrea.
Il terremoto va invece interpretato nel contesto della geodinamica del Tirreno meridionale, dove da milioni di anni una porzione di litosfera oceanica (“slab”) sprofonda nel mantello terrestre. È proprio questo processo a generare, seppure raramente, eventi sismici così profondi nel settore campano.
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L’articolo Campi Flegrei, scossa di magnitudo 3.6 a 450 km: il mistero del sisma “ultra-profondo” proviene da Pozzuoli News 24.
Last modified: 21 Novembre 2025
