*Riceviamo e pubblichiamo
“Le case dell’acqua a Pozzuoli sono diventate un rudere. Fino all’inizio di questa consiliatura rappresentavano un fiore all’occhiello per la città di Pozzuoli. Erano un presidio di sostenibilità, risparmio e socialità. Oggi, chi percorre via Modigliani, via Italo Svevo a Monterusciello, o le altre zone servite, si trova davanti a strutture fantasma. Macchie di ruggine, schermi spenti e rubinetti muti raccontano una storia di degrado amministrativo.
Dalla scheda di manutenzione emerge chiaramente che l’ultimo intervento risale al 27/05/24. La data è vergata a mano e timbrata. Gli interventi registrati (M.O. S.P.A., R.O. SPA SP, R.O. ANASP) sono molteplici nella stessa giornata, ma la firma del tecnico è sistematicamente omessa. Questa scheda certifica che a maggio 2024 l’impianto era ancora tecnicamente seguito. Oggi, la situazione è radicalmente diversa.
Nonostante il degrado attuale, risulta agli atti che a novembre 2023 è stata indetta una gara per l’affidamento del servizio. La gestione è stata assegnata a una società privata con un contratto che si estende fino al 2031. Questo dato è cruciale: esiste una convenzione pubblica in essere, con scadenza futuribile, ma il servizio non viene erogato.
Come si è giunti alla distruzione di un servizio pubblico così utile? Quale azione o inazione amministrativa ha portato a questo? È impossibile che gli uffici tecnici e gli assessori competenti ignorino lo stato delle strutture. Le case dell’acqua sono beni visibili, fotografati, segnalati. La conoscenza dello stato dei luoghi è presunta in capo all’amministrazione. Se vi è consapevolezza e non si interviene, si configura una omissione di atti d’ufficio.
Perché distruggere un servizio che funzionava? Smantellare (moralmente e fisicamente) un servizio efficiente significa privare i cittadini di un diritto acquisito. Qual è il disegno? Lasciar morire il servizio pubblico per giustificarne la rimozione definitiva? Nel frattempo, continuiamo a pagare la ditta? Il contratto con la ditta aggiudicataria è stato sospeso? Questo è l’interrogativo centrale. Attualmente non c’è trasparenza sullo stato dei pagamenti. È diritto dei cittadini conoscere se i fondi pubblici vengono erogati e a fronte di quali servizi effettivamente resi.
Ma se non si riesce a gestire una casa dell’acqua, come si possono gestire questioni complesse come il bilancio o le grandi opere? L’Amministrazione non ha comunicato nulla: né i motivi della chiusura, né i tempi di ripristino, né eventuali penali verso la ditta. Sarebbe necessaria una verifica tecnica completa: sostituzione di tutti i filtri, controllo dei circuiti elettrici e idraulici, sanificazione dei serbatoi, sostituzione delle lampade UV e ripristino dei display. Un costo che ricadrebbe nuovamente sulla collettività”.
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L’articolo POZZUOLI| Case dell’acqua: “Da fiore all’occhiello a ruderi, degrado amministrativo” proviene da Pozzuoli News 24.
Last modified: 17 Marzo 2026
