Pozzuoli affonda. E non è colpa del bradisismo “discendente”, quella fase in cui il suolo si abbassa lentamente provocando la sommersione di tratti di terraferma, come avvenuto fino agli anni Cinquanta del Novecento o dopo le crisi bradisismiche degli anni Settanta e Ottanta. Oggi la responsabilità è un’altra, ed è tutta umana: l’incapacità amministrativa e politica nella quale il capoluogo dei Campi Flegrei è precipitato negli ultimi anni.

L’apice di tale situazione si è raggiunto venerdì 12 dicembre quando il primo cittadino, Gigi Manzoni, ha revocato tutte le deleghe agli assessori poco prima del “golpe” che stava decretando la fine del suo mandato. Ad oggi, dopo più di due settimane, Pozzuoli non ha ancora una giunta comunale.

Sarebbe comunque sufficiente fare un giro in città – come dovrebbe fare ogni buon padre di famiglia chiamato ad amministrare e a dirigere la cosa pubblica – per rendersi conto dello stato di degrado in cui versa Pozzuoli.

Manutenzione e decoro urbano: il grande assente

La carenza di manutenzione è sotto gli occhi di tutti. E quando gli interventi vengono eseguiti, spesso risultano discutibili nelle modalità: buche realizzate per lavori ai sottoservizi che poi vengono ricoperte in maniera superficiale generando degli sprofondamenti nel manto stradale, asfalto gettato sui marciapiedi dove erano presenti sampietrini, invece di un ripristino dello stato originario. Lo stesso modus operandi si riscontra su diverse arterie cittadine, segno di un’assenza totale di una visione sul decoro urbano dove Pozzuoli rimane una delle poche città a non avere un apposito regolamento.

Le strade, come via Campiglione, via Domitiana e l’inizio di via Campana, sono ridotte a veri e propri colabrodo. La segnaletica orizzontale, sbiadita, cancellata dal tempo è ormai un lontano ricordo, eppure gli incidenti – anche mortali – non mancano. A tutto ciò si aggiunge un arredo urbano inesistente: cestini per i rifiuti bucati o rotti, fissati alle ringhiere con mezzi di fortuna; fioriere degradate e senza fiori, ben lontane dall’immagine di una città che ambisce al turismo.

Nel centro cittadino e sul lungomare Pertini, lo stato della pavimentazione racconta una cura del dettaglio praticamente inesistente, con rattoppi che peggiorano anziché migliorare l’aspetto urbano.

Parcheggi e viabilità: regole senza controllo

I divieti di sosta esistono ma la sosta selvaggia domina incontrastata. Dai confini con Napoli, tra via Traversa Napoli e via Napoli, fino alle principali arterie come via Rosini, corso Terracciano, via Campi Flegrei, piazza della Repubblica, via Cavour e la rotonda di via Campana, le auto parcheggiate ovunque ostacolano la visuale e aumentano il rischio di incidenti.

Le soluzioni non sono mai state realmente affrontate: mancano inoltre aree di carico e scarico merci adeguate, necessarie non solo per le attività commerciali ma anche per il crescente utilizzo degli acquisti online. La ZTL di corso Umberto viene spesso elusa, mentre il binomio inciviltà–assenza di controlli continua a generare anarchia.

Di nuovi parcheggi, nonostante i finanziamenti annunciati per il mega parcheggio-hub di Protezione Civile di via Artiaco e quello di via Celle, non si vede traccia. I tempi di realizzazione appaiono biblici.

Trasporti pubblici: un servizio al minimo indispensabile

Il trasporto pubblico rappresenta uno dei punti più critici. In un’epoca in cui si dovrebbe incentivare la mobilità sostenibile, a Pozzuoli il servizio è sempre più carente. La nuova stazione della Cumana di Pozzuoli, se tutto andrà bene, verrà aperta a luglio del prossimo anno. Già a febbraio dovrebbe essere invece ripristinata l’intera tratta ferroviaria, interrotta dopo la scossa del 18 luglio che ha causato fessurazioni nella galleria del Monte Olibano.

Un paradosso, se si considera che tunnel più vecchi – come quelli della Tangenziale di Napoli o delle Ferrovie dello Stato, ancora più vicini agli epicentri sismici – non hanno subito danni. Le conseguenze per cittadini e studenti sono state pesanti ma le ricadute negative ci sono state anche per il comparto turistico come denunciato anche dal presidente di Federalberghi Campi Flegrei, Roberto Laringe.

I collegamenti tra centro e periferia, già carenti ai tempi della CTP, non sono migliorati con la gestione EAV. Alle fermate resistono ancora le vecchie paline CTP, mai sostituite, simbolo di un servizio fermo nel tempo e di un disinteressamento totale. Le corse degli autobus sono drasticamente diminuite nel corso degli ultimi anni: da intervalli di venti minuti si è passati a tempi di attesa che arrivano anche a due ore, con ultime corse fissate per alcune linee verso Monterusciello e Quarto tra le ore 19:30 e le ore 20. Un servizio che esiste solo formalmente ma che non risponde alle esigenze di un territorio vasto e densamente popolato.

Commercio in crisi: centro cittadino svuotato

Il commercio puteolano vive da anni uno stato di sofferenza cronica. Il numero di negozi sfitti nel centro cittadino è impressionante e dovrebbe indurre a una profonda riflessione. Il tessuto commerciale è ormai composto quasi esclusivamente da bar, ristoranti e attività simili, molte delle quali aprono e chiudono nel giro di pochi mesi.

Il caro affitti e il bradisismo incidono ma ciò che realmente frena i cittadini è l’assenza di servizi, in particolare dei parcheggi. Con la chiusura della Cumana in centro, la riqualificazione dell’area di sedime e la realizzazione di nuovi posti auto restano ancora sulla carta. Del progetto del Palazzo del Mare nell’ex mercato ittico, con lo spostamento del mercato al dettaglio e la creazione di nuovi parcheggi, si sono perse le tracce.

Opere fondamentali che richiederebbero tempi rapidi ma che invece procedono con lentezze estenuanti come dimostrano anche il nuovo porto nell’area ex Maglietta o le opere commissariali ancora ferme: il raddoppio di via Fasano e via Annecchino, il sottopasso di via Domitiana e la nuova viabilità verso l’ospedale Santa Maria delle Grazie delle quali la cittadinanza non ha la minima contezza.

Rifiuti, spiagge e mare: un netto passo indietro

Un dato è emblematico: la raccolta differenziata è crollata. Dal 75,55% del 2015 si è scesi al 62,75% nel 2024. Un arretramento significativo che cancella anni di buone pratiche.

Preoccupante anche la situazione del mare e delle spiagge. Nonostante il progetto “Grandi Laghi”, spesso le condizioni delle acque non giustificano gli investimenti effettuati. A Licola, invece, le chiazze di fogna invadono troppo frequentemente il litorale. Il nuovo PUAD (il piano di utilizzo delle aree demaniali ndr) potrebbe finalmente consentire un utilizzo più razionale e non privata delle spiagge ma in molti tratti del litorale flegreo gli arenili si riducono a semplici lembi di terra. Al netto del bradisismo, che ha fatto riaffiorare nuovi tratti di spiaggia, si sarebbe potuta avviare una riqualificazione naturale attraverso il ripascimento, sfruttando anche i fondi del PNRR ma nulla di ciò è stato fatto.

Bradisismo: emergenza gestita in ritardo

Negli ultimi tre anni il bradisismo “ascendente” è tornato a farsi sentire con forza, trovando però impreparate le strutture amministrative. A distanza di mesi dal terremoto del 20 maggio 2024, centinaia di famiglie sono ancora fuori casa e non si conoscono tempi certi per il rientro o per l’avvio dei lavori di adeguamento sismico.

Il CAS (contributo di autonoma sistemazione) è stato prorogato fino al 31 dicembre 2026 grazie al decreto Milleproroghe ma per chi vive una condizione di disagio questa non può essere l’unica risposta. Nel frattempo, le opere infrastrutturali attese restano ferme.

Pozzuoli sospesa tra promesse e silenzi: Rione Terra, Waterfront e siti archeologici ancora fermi

A tre anni e mezzo dalla revoca del bando per il gestore unico del Rione Terra, l’antica acropoli di Pozzuoli resta bloccata in una lunga fase di stallo. Al di là di sporadiche aperture delle botteghe nel periodo natalizio, la città continua ad attendere l’apertura definitiva di quello che dovrebbe essere uno dei suoi principali scrigni di bellezza. Un luogo dove i lavori vanno avanti da oltre quarant’anni e dove sono stati investiti centinaia di milioni di euro, senza che si sia ancora giunti a una piena restituzione alla collettività.

Sul fronte Waterfront, dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Manzoni non sono arrivate comunicazioni ufficiali. Dopo l’acquisizione da parte della Prysmian di una parte dell’ex area Sofer, di proprietà della famiglia Cosenza, nulla si sa del destino della restante vasta porzione dell’ex complesso industriale dove un tempo si costruivano treni. Un silenzio che pesa, soprattutto se confrontato con quanto accade a pochi chilometri di distanza: mentre a Bagnoli il fronte mare viene valorizzato in vista dell’America’s Cup, a Pozzuoli la cittadinanza continua a essere privata di un’area strategica e non dispone di alcuna informazione sul futuro di quello spazio.

Non va meglio sul versante dei siti archeologici e naturalistici flegrei, che da anni restituiscono l’immagine di un patrimonio incompiuto. Il percorso archeologico del Rione Terra, dopo la chiusura legata al bradisismo è stato riaperto solo “occasionalmente” nei fine settimana negli ultimi mesi, dopo il passaggio della gestione al Parco Archeologico dei Campi Flegrei. Dell’annunciata apertura del Macellum e dello stadio di Antonino Pio, per i quali la gestione era stata messa a bando dal Parco diretto da Fabio Pagano, non si hanno più notizie.

Le necropoli di via Celle, San Vito e della via Puteolis-Neapolis restano abbandonate e non accessibili al pubblico. A tutto questo si aggiunge l’assenza di informazioni sulle tempistiche di realizzazione dei progetti destinati a migliorare la viabilità e l’accessibilità dei siti archeologici flegrei, finanziati nel 2019 attraverso i fondi del Piano Stralcio “Turismo e Cultura”. Un quadro che alimenta interrogativi e frustrazione, mentre Pozzuoli continua ad attendere risposte concrete sul proprio futuro culturale e urbano. Sul tema cultura non solo non è presente da decenni un teatro ma negli ultimi anni la città ha perso l’ultimo presidio culturale, il cinema “Sofia”, dedicato alla diva conosciuta in tutto il mondo, che ha chiuso i battenti.

Periferie e sport: occasioni mancate

Le periferie continuano a soffrire. A Monterusciello, in particolare, il problema degli alloggi fatiscenti è sempre più evidente. Immobili nati come soluzioni provvisorie negli anni Ottanta sono diventati definitivi, senza che gli interventi di manutenzione comunale riescano a risolvere le gravi carenze strutturali. A Toiano e a Licola, così come nella stessa Monterusciello gli interventi di decoro e arredo urbano, appaiono sempre più un miraggio, con i residenti che di conseguenza si sentono sempre più abbandonati a loro stessi.

Lo sport, che potrebbe essere volano sociale ed economico, è stato lasciato morire. Gli imprenditori locali sono assenti e chi arriva da fuori viene scoraggiato, come dimostra il caso Di Costanzo con la Puteolana, e la relativa perdita del titolo di Serie D nazionale. Pozzuoli, quinta città della Campania, si ritrova con uno stadio definito “gioiellino” solo sulla carta: tribuna nata coperta ma scoperta, riflettori posizionati sul terreno di gioco che ostacolano la visuale degli spettatori, manto erboso che non garantisce uno spettacolo dignitoso nonostante i fondi spesi, condizioni più simili a quelle di un campetto di periferia.

Mai si è deciso di investire in un campo in sintetico, lasciando Pozzuoli tra le pochissime città della Campania – e forse d’Italia – a non disporre di una struttura sportiva adeguata alle esigenze di una città di circa 80mila abitanti. La speranza è quella del nuovo stadio di Monterusciello, dove nonostante i finanziamenti stanziati ad oggi non si hanno tracce dell’andamento dei lavori.

E viene da chiedersi cosa direbbe oggi Domenico Conte, storico sindaco di Pozzuoli, portiere, attaccante e allenatore della Puteolana e parlamentare della Repubblica Italiana, vedendo la sua Pozzuoli ridotta in questo stato.

Puteolano Doc

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L’articolo Pozzuoli affonda nel silenzio: non è il bradisismo ma il vuoto della politica proviene da Pozzuoli News 24.

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