Una frattura profonda si sta consumando all’interno della maggioranza che sostiene l’Amministrazione comunale capeggiata dal sindaco Gigi Manzoni. Un gruppo di consiglieri composto da Riccardo Volpe, Sandro Cossiga, Arcangelo Pisano, Gianluca Sebastiano, Enrico Russo, Carlo Morra a cui si sono aggiunti anche Gennaro Andreozzi e Vincenzo Pafundi di Europa Verde ha diffuso un documento politico con cui dichiara “venute meno le condizioni per far parte della compagine di governo”, denunciando una crisi istituzionale ormai “irreversibile” e attribuendo al Sindaco la responsabilità del venir meno del percorso condiviso.
I consiglieri ricordano come appena sei mesi fa le principali forze politiche e civiche avessero sottoscritto un documento programmatico per costruire a Pozzuoli un “campo largo” capace di superare gli schemi tradizionali. Tra i punti qualificanti: una nuova visione della linea di costa, il 50% di spiagge libere, il rilancio del centro storico, una gestione coordinata dell’emergenza bradisismica, la bonifica dell’area ex Sofer, il bando competitivo per il Rione Terra e l’affidamento dei beni archeologici e naturalistici.
Quel progetto – sostengono i firmatari – avrebbe potuto trasformare la città in un “laboratorio politico virtuoso”. Ma, denunciano, nessuna di queste premesse si è concretizzata. Secondo i consiglieri dissidenti, lo spirito di collaborazione che avrebbe dovuto guidare la maggioranza non si è mai realizzato. Al contrario, si sarebbe verificato un “progressivo deterioramento del clima politico interno” e un indebolimento della capacità decisionale dell’Amministrazione.
Il punto di rottura definitivo sarebbe arrivato con la scelta del Sindaco di procedere a una rapida e unilaterale ricomposizione della Giunta comunale, in un momento definito “delicato per la città”, senza un confronto politico adeguato né una valutazione complessiva degli equilibri amministrativi. A complicare ulteriormente il quadro, i consiglieri ricordano anche la mancata adesione di un gruppo consiliare al documento politico-programmatico, circostanza che – combinata con il rimpasto di Giunta – avrebbe compromesso definitivamente la credibilità dell’accordo iniziale. “Ne consegue il venir meno di ogni vincolo politico e amministrativo da parte nostra”, dichiarano.
Nel documento viene tracciato un quadro allarmante: una città attraversata da tensioni, cittadini sempre più scontenti e istituzioni percepite come deboli e disorientate. “Siamo di fronte a una grave mancanza di rispetto non solo verso il Consiglio comunale, ma verso l’intera comunità”, si legge. Per i consiglieri, è venuto meno “il principio di equilibrio e partecipazione” necessario a un’amministrazione responsabile.
I firmatari spiegano di aver più volte richiesto al Sindaco un “azzeramento reale delle cariche politico-amministrative” per ricostruire fiducia e dare vita a un programma di fine mandato chiaro, verificabile e coerente con il documento firmato da PD, Europa Verde, Italia Viva, Pozzuoli Libera, Spazio Flegreo, Più Europa, Azione, PSI e Uniti per Pozzuoli. Una proposta che – affermano – non ha trovato alcuna disponibilità.
Il gruppo formalizza dunque la propria uscita politica dalla maggioranza, pur non rinunciando al ruolo istituzionale ovvero non parteciperanno più agli equilibri interni della coalizione, valuteranno in Consiglio ogni provvedimento “senza vincoli politici”, votando solo ciò che risulterà coerente con l’interesse pubblico e con il documento originario, mantenendo “piena libertà di valutazione e di posizione politica”.
“Pozzuoli merita un’Amministrazione credibile, stabile e responsabile”, scrivono i consiglieri, rivendicando la volontà di continuare il proprio impegno “con serietà e rispetto verso la città”. Ai dissidenti si aggiungono i quattro consiglieri di opposizione nelle figure dell’ex sindaco Vincenzo Figliolia, di Marzia Del Vaglio, Guido Iasiello e Lydia De Simone.
La situazione, già fragile, assume ora contorni decisivi. Con otto consiglieri ormai fuori dalla maggioranza e quattro dell’opposizione schierati in posizione critica, gli equilibri consiliari si reggono su numeri sempre più sottili. In un Consiglio comunale composto da 24 membri, infatti, basterebbe l’uscita di un solo ulteriore consigliere dalla maggioranza per determinare una condizione di minoranza strutturale, rendendo di fatto impossibile qualsiasi governo stabile.
Un eventuale nuovo passo indietro potrebbe dunque aprire la strada allo scenario più drastico: la presentazione delle dimissioni contestuali di almeno 13 consiglieri, soglia necessaria per far decadere automaticamente l’intero Consiglio e decretare la fine anticipata dell’Amministrazione Manzoni. Un epilogo che, al momento, appare sempre meno improbabile alla luce della crescente frattura politica e dell’instabilità interna.
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L’articolo POZZUOLI| Maggioranza in frantumi, salgono ad 8 i consiglieri dissidenti: Manzoni ormai è appeso ad un filo proviene da Pozzuoli News 24.
Last modified: 5 Dicembre 2025
