Un nuovo focolaio di West Nile Virus è stato scoperto in Campania, precisamente a Baia Domizia, nel golfo di Gaeta, dopo il decesso di una donna di 82 anni nella provincia di Latina. Sono stati segnalati attualmente 9 nuovi ricoveri in Campania tra ospedale Moscati di Aversa e Cotugno di Napoli, 4 le persone ricoverate in rianimazione, ed altri due casi nel Lazio.
Alla luce dei nuovi casi emersi nelle ultime ore, il numero di contagi da virus West Nile è raddoppiato passando dai 10 certificati dall’Istituto Superiore di Sanità nel 2025 alla data del 21 luglio ai 21 attuali. Queste le rassicurazioni del presidente della Campania Vincenzo De Luca: “Stiamo analizzando bene la situazione sul virus. Il problema c’è ovviamente ma a oggi non abbiamo motivo di allarme particolari”.
Ma cosa sappiamo di questo virus? La febbre “West Nile” è una malattia provocata dal virus West Nile, un virus della famiglia dei Flaviviridae isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda. Il virus è diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America.
I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare (più frequentemente del tipo Culex), le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. La febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette. Quali sono i sintomi?
La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e possono variare molto a seconda dell’età della persona.
Nei bambini è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave.
I sintomi più gravi si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150), e comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Alcuni effetti neurologici possono essere permanenti. Nei casi più gravi (circa 1 su mille) il virus può causare un’encefalite letale.
Prevenzione. Non esiste un vaccino per la febbre West Nile. Attualmente sono allo studio dei vaccini, ma per il momento la prevenzione consiste soprattutto nel ridurre l’esposizione alle punture di zanzare. Ecco i consigli da seguire:
Usare repellenti e indossare pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe quando si è all’aperto, soprattutto all’alba e al tramonto; usare delle zanzariere alle finestre; svuotare di frequente i vasi di fiori o altri contenitori (per esempio i secchi) con acqua stagnante; cambiare spesso l’acqua nelle ciotole per gli animali;
Tenere le piscinette per i bambini in posizione verticale quando non sono usate. Non esiste una terapia specifica per la febbre West Nile. Nella maggior parte dei casi, i sintomi scompaiono da soli dopo qualche giorno o possono protrarsi per qualche settimana. Nei casi più gravi è invece necessario il ricovero in ospedale.
*Pozzuoli News 24 è anche su WhatsApp. E’ sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati.
L’articolo West Nile Virus, 9 casi in Campania: ecco cosa sappiamo e come prevenirla proviene da Pozzuoli News 24.
Last modified: 24 Luglio 2025
