Sul fenomeno del bradisismo a Pozzuoli è intervenuto il professore Giuseppe De Natale, vulcanologo e dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale Geofisica e Vulcanologia (Ingv) che tramite un lungo post social ha riassunto in diversi punti l’attuale crisi bradisismica, affermando solo ciò che reputiamo certo.

“Il bradisisma è generato dall’incremento (sollevamento) o decremento (abbassamento) della pressione interna del sistema, nei primi 3-4 km della crosta flegrea; dal 2005-2006 ad oggi, c’è stato un progressivo incremento di pressione nel sottosuolo flegreo; questa sovrapressione genera sia il sollevamento del suolo che la sismicità perché la pressione spacca le rocce.

La profondità massima dei terremoti corrisponde a quella in cui la temperatura raggiunge il limite cosiddetto ‘duttile’ (T=350°C-400°C), ossia quella per cui le rocce non possono più spaccarsi ma si deformano plasticamente; mentre i terremoti localizzati a terra non superano la profondità di circa 3 km, quelli localizzati nel Golfo arrivano anche a 5 km di profondità (sono comunque molto pochi), questo vuol dire che, evidentemente, per qualche motivo l’isoterma di circa 400°C nel Golfo è più profonda che a terra.

E ancora, spiega il vulcanologo: “La tomografia sismica che utilizza i terremoti non ha praticamente risoluzione al di sotto di 3 km di profondità, perché appunto sono pochissimi i terremoti che la superano, e sono tutti localizzati nello stesso settore (in mare); al contrario, la tomografia sismica ‘attiva’, fatta con scoppi in mare e che utilizza le onde riflesse alle principali discontinuità, ha una risoluzione in generale molto maggiore, e ‘vede’ anche a profondità molto maggiori di 3 o anche 5 km”.

E’ questo il motivo per cui, dalla tomografia attiva fatta nel 2000, afferma De Natale conosciamo con precisione la profondità della camera magmatica principale (7.5-8.0 km), ma “dubitiamo fortemente di ogni ipotesi di intrusione magmatica più superficiale ‘vista’ dalle tomografie con terremoti”. 

Non ci sono evidenze di risalita di magma verso la superficie dopo il 1984. Nel lungo post social De Natale si schiera contro le spiegazioni “a dir poco fantasiose” sulla crisi bradisismica e sulla sismicità.

“Le ricerche scientifiche pubblicate, anche su riviste internazionali di grande spessore, sono soltanto ‘ricostruzioni verosimili’, che al momento della pubblicazione non hanno (o non dovrebbero avere) errori sostanziali evidenti: ma non rappresentano necessariamente la ‘Verità’; ed infatti possono esserci ricostruzioni contrastanti, o addirittura opposte”, afferma l’ex direttore dell’Osservatorio Vesuviano.

L’unica cosa certa, dunque, è che più aumenta il sollevamento del suolo più aumenta la sismicità: sia in frequenza che in magnitudo massima; “non dovrebbe poter superare una magnitudo di circa 5 (comunque circa 10 volte più forte, in termini energetici, del terremoto del 20/5/2024 con M=4.4)”. 

In conclusione, secondo De Natale esiste un solo modo per risolvere questa emergenza ossia verificare a tappeto la vulnerabilità degli edifici, specialmente nell’area più a rischio, ed evacuare gli edifici fatiscenti. 

“Oggi tempo non ce n’è, perché come è evidente a tutti da un momento all’altro può avvenire un terremoto più forte che potrebbe causare il collasso di edifici particolarmente fatiscenti e non ancora evacuati/controllati. Bisogna fare tutto con grande celerità, magari sguinzagliando sul territorio decine o centinaia di professionisti ben preparati per le verifiche di vulnerabilità. Oppure bisogna evacuare preventivamente tutti gli edifici almeno nell’area più a rischio: Tertium non datur”.

*Pozzuoli News 24 è anche su Whatsapp. E’ sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati. 

L’articolo POZZUOLI| Bradisismo, De Natale (Ingv): “Non c’è tempo, solo così potremo risolvere l’emergenza” proviene da Pozzuoli News 24.

(Visited 1 times, 1 visits today)
Condividi su :

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close Search Window